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Revoluzion! Il nostro primo video ufficiale!

ACCASTORTA FOLK'N'ROLL BAND: REVOLUZION è il singolo estratto dal loro ultimo “diserbante” album

               MA QUI IL GALLO CANTA…A TUTTE LE ORE

 

È il primo e “unico esperimento nel disco” in dialetto veneto, scelto fra i  brani più rappresentativi del lavoro della band, dove si parla appunto di “rivoluzione”, il “sabato e domenica”, poi tutto il resto “vita democratica” …

quale ritornello puo’ spiegare meglio tempi che corrono, dove tutti, ma proprio tutti nel nostro piccolo contribuiamo a tutto ciò 

 

 

Distrazioni di massa, aree commerciali zeppe nei week end, guerra tra i poveri su chi deve o chi ha il diritto di lavorare, libertà a pagamento, compravendita di valori, petizioni sulla privacy, sono solo alcuni fra gli argomenti con i quali conviviamo…

Niente di preoccupante, in questo disco, dove il “gallo” viene preso come esempio in quanto “creatura che gode delle piccole cose”, si vuole porre l’attenzione su cosa alla fine sia veramente importante, al limite “necessario”, per star bene!

Un viaggio attraverso luoghi comuni da sfatare, politiche da bar e concetti come il ritorno all’agricoltura naturale, il tutto condito con ritmiche ormai consolidate nel “folk’n’roll”.

Undici tracce, tra cui una cover di Rino Gaetano, per accompagnare, assieme al gallo che canta, l’umanità fuori dal buio della notte…

Buon ascolto!

 

MA QUI IL GALLO CANTA…A TUTTE LE ORE, il nostro ultimo “diserbante” album disponibile su tutti i portali digitali!!!

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Accastorta Folk’n’Roll Band, è  uscito online il “nuovo disco”
Con la musica, le parole e l’energia del “folk’n’roll”, gli Accastorta, presentano il loro ultimo, coloratissimo “diserbante”, album “MA QUI IL GALLO CANTA…A TUTTE LE ORE” prodotto in collaborazione con Nicolò Gasparini Officine Underground di Montebelluna.
Undici canzoni frutto di quasi un anno di lavoro dove, oltre al sound ormai consolidato del trio composto da Emanuele Dall’Acqua voce e chitarra, Alessandro Caicco al basso e Francesco Serafin al kajon, si sono aggiunti Raffaele Marcon con la sua fisarmonica e Adrian de Pascale alle percussioni.
Luoghi comuni, territorio, ma soprattutto fiduciose e serene prospettive mescolate alle energiche ballate sono il tema del disco, ricco di contenuti quali agricoltura alternativa, nuovi metodi di comunicazione e l’obiettivo di porre l’attenzione su una presa di coscienza collettiva.


Da oggi disponibile su tutti i portali digitali


Buon ascolto!

 

Accastorta Folk’n’Roll Band 


 

 

Intervista con gli amici di Radio Veneto Uno. Tutta da ascoltare

Sabato 2 aprile concerto di presentazione a Meduna di Livenza

MA QUI IL GALLO CANTA A TUTTE LE ORE: IL NUOVO DISCO DEGLI ACCASTORTA

L'intervista al gruppo folk'n roll trevigiano


“Ma qui il gallo canta a tutte le ore…” è il titolo del nuovo disco degli Accastorta, la band folk'n roll del trevigiano composta da Emanuele Dall'Acqua (voce e chitarra), Francesco Serafin (percussioni), Alessandro Caicco (basso) a cui si aggiungono per questo disco le percussioni di Adrian De Pascale, la fisarmonica di Raffaele Marcon e la chitarra di Aldo Betto.
Con Spigoli Vivi, album d'esordio del 2013, erano già emersi i temi di denuncia contro il modus vivendi di oggi, dove detta legge il consumismo. Un discorso ampio, che in questo disco torna per esser declinato in undici pezzi che in particolare parlano della terra come risorsa e compagna di vita, da rispettare e non da sfruttare.

 

Il disco verrà presentato sabato 2 aprile con un concerto all'auditorium di Meduna di Livenza e chi lo acquisterà riceverà un'ulteriore sorpresa, che ci viene rivelata nel corso della chiacchierata con Emanuele e Francesco.

Il Nordest in musica con gli Accastorta

Sabato a Meduna di Livenza presentazione del nuovo disco del trio che parla di agricoltura alternativa, territorio e tipici luoghi comuni


MEDUNA DI LIVENZA – Una band che parla di Nord Est, dei suoi problemi quotidiani e della vita di tutti i giorni in quest’angolo d’Italia.

 

L’ottica è quella degli Accastorta, band formata da tre elementi che presenterà il suo nuovo lavoro discografico sabato 2 aprile alle 21 all’auditorium di Meduna di Livenza.

 

Il disco s’intitola “Ma qui il gallo canta… a tutte le ore”. Si tratta di un album prodotto in collaborazione con Nicolò Gasparini delle Officine Underground di Montebelluna.

 

Undici canzoni, frutto di quasi un anno di lavoro, per un disco ricco di contenuti quali, agricoltura alternativa, territorio, luoghi comuni, nuovi metodi di comunicazione, con l’obiettivo di porre l’attenzione su una presa di coscienza collettiva.

 

Oltre al sound ormai consolidato del trio composto da Emanuele Dall’Acqua voce e chitarra, Alessandro Caicco al basso e Francesco Serafin al kajon, si sono aggiunti la fisarmonica di Raffaele Marcon e le percussioni di Adrian de Pascale.

 

 

 

 

 

 

 

 

San Martino

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Ci siamo lasciati alle spalle la veloce, adottata festa pagana di Halloween, per addentrarci in un periodo che non molti hanni fa, quasi giungendo con macabra ironia dopo le festività dei morti e dei Santi, segnava per la maggior parte delle famiglie del territorio Veneto, il proseguimento della faticosa e magra vita del mezzadro, con la sicurezza perlomeno di un tetto sotto il quale vivere, o la dura realtà di una vita sotto i ponti in attesa di un altro terreno da poter coltivare per conto di un'altro padrone. Con l'estadea de San Martin infatti, arrivava l'annuale appuntamento con il rinnovo dei contratti agricoli, i mezzadri aspettavano impotenti di conoscere il loro destino.                                        

Finito il tempo dei mezzadri, perlomeno nella forma e nel contenuto, "padroni e servitori" hanno mutato radicalmente faccia, anzi sono diventati espressione di una società legata profondamente alla fatica ed al lavoro, slegata anzitempo dalle proprie origini, dalle proprie tradizioni, dalla propria terra. Annebbiata per così dire, in un territorio dove la nebbia in certe giornate proprio in questo particolare periodo autunnale, si alterna alla pioggia, una nebbia capace di cancellare l'orizzonte, la sottile linea che divide cielo e asfalto, nuvole e capannoni, qui in Veneto.

Ora quando giunge il vento di scirocco, e le giornate acquistano una strano tepore, in netto contrasto con le corte giornate ed il calendario, la tradizione rivive nel sapore, nel gusto di quei piatti poveri, il novello ad innafiare le gole, castagne, "radici", "a zuca", "oca in onto","risotto ai sciopeti" e così via potrei iniziare a sbavare sulla tastiera, pertanto mi fermo qui. Ad ogni modo rivive fortunatamente negli ultimi anni il desiderio di riscoprire le tradizioni e la storia da cui questi piatti derivano, forse perchè sentiamo quel periodo "povero" più vicino di prima, non lo so, ad ogni modo un esempio lampante averrà domani sera, domenica 10 novembre ad Arfanta di Tarzo, presso l'agriturismo "Le Noci". Accastorta Folk'n'Roll Band e Simone Menegaldo, dopo una breve pausa ottobrina, presentano "El scòmio de San Martin", teatro concerto sul mondo veneto dalla mezzadria al boom economico. Potete trovare tutte le informazioni sulla pagina eventi del nostro sito.gigi miracol

 

 

Ma la nostra giornata inizia molto prima, preso Colle Umberto, Case Buffoni "Spetando San Martin" con Gigi Miracol e Luigi Antonioli, con Radio Zastava, Do'Storieski, Francesca Gallo, oltre a poeti, saltimbanchi, sputafuoco, assolutamente da non perdere. Vin novo, pan e formaio, l'allegria e lo spirito di un sacco di bella gente, per ricordarci a tutti che al di là del lavoro, della crisi, della rabbia, c'è la vita di ogni singoli individuo ed il suo relazionarsi con gli altri. Senza filtri.

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Addio Lou

E così se ne va un altro protagonista della musica che ha saputo rimanere protagonista a partire dagli anni settanta ad oggi, un'altra leggenda, cantautore, polistrumentista, poeta scrive Wikipedia.

Tutti lo conoscono e lo conosceranno sempre e semplicemente come Lou Reed.

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Lou Reed morto a 71 anni, addio all’ex cantante dei Velvet Underground

La rock star di Brooklyn aveva subito un trapianto al fegato nel maggio scorso, dopo una vita vissuta a cento all’ora tra eccessi e grande musica, da "Walk on the wild side" a "Perfect day"

Settantuno anni, una vita vissuta a cento all’ora tra eccessi e grande musica: Lou Reed, ex leader del Velvet Underground e uno dei più grandi innovatori del rock negli ultimi decenni, è morto. Il suo agente, Andrew Wylie, ha spiegato che il decesso è dovuto a una malattia legata al recente trapianto di fegato, al quale la leggenda del rock si era sottoposta a maggio scorso. La sua carriera era cominciata negli anni Sessanta, come frontman dei Velvet Underground, miscelando sapientemente suggestioni diverse per dare vita al rock alternativo, glam e punk che lo ha trasformato in una delle leggende della musica mondiale.

Newyorkese di Brooklyn, Lou Reed ha vissuto la scena della Grande Mela al fianco di altri grandi personaggi del tempo, primo fra tutti quell’Andy Warhol che produsse il primo disco dei Velvet Underground nel 1967. Era il “banana album”, chiamato così per la banana della copertina disegnata dallo stesso Warhol, uno dei segni iconici di quella cultura pop e underground (ossimoro che Warhol aveva reso solo apparente) di New York che andava crescendo attorno alla figura del pittore di Pittsburgh. Sarà breve, la vita dei Velvet Underground, ma in quei pochi anni Lou Reed e soci erano riusciti a unire il rock alle vicende urbane di una New York peccaminosa e fuori dalle regole della società americana di allora, persa com’era tra droghe e sperimentalismi sessuali di ogni genere.

Messa da parte l’esperienza di gruppo, negli anni Settanta Reed torna prepotentemente sulla scena grazie all’aiuto di David Bowie, che proprio a Reed si era ispirato al suo esordio. Il Duca Bianco produce Transformer, l’album del 1972 all’interno del quale trovano spazio alcuni dei pezzi più belli di tutta la carriera di Lou, e sicuramente i più conosciuti dal pubblico: Perfect Day (tornata alla ribalta nel 1996 grazie alla colonna sonora di Trainspotting), Satellite of love, Vicious e Walk on the wild side. Grazie al successo commerciale di Transformer, Reed può permettersi di sperimentare nuove vie musicali nei dischi successivi (a cominciare da Berlin, un concept album difficile ma con sprazzi di grande musica).

Nel frattempo, continua la sua forte dipendenza alle metanfetamine. Un altro grande album è New York, del 1989, che pone fine a una pausa di qualche anno. Pare sia stata la morte di Andy Warhol, nel 1987, a spingerlo a tornare alla musica, per raccontare nel migliore dei modi la sua città, la città degli anni d’oro della Factory. Ma è Songs for Drella (1990), il vero album dedicato a Warhol, scritto a quattro mani con l’ex compagno dei Velvet Underground John Cale. Negli anni Novanta, Lou Reed è ormai una leggenda della musica mondiale, e può permettersi in un certo senso di campare di rendita.

Nel 1996, il film Trainspotting rilancia in grande stile la sua canzone più nota, Perfect Day, della quale nel 1997 il cantante ha realizzato una versione con altri grandi artisti inglesi per raccogliere fondi per l’Unicef (e vendendo un milione di copie). Negli ultimi anni, Lou Reed ha dovuto pagare lo scotto degli eccessi di una vita, fino al trapianto di fegato dello scorso maggio. A luglio, poi, era stato ricoverato per una grave forma di disidratazione. Oggi, infine, la morte di un simbolo della controcultura rock del XX secolo, parte integrante di un momento glorioso e drammatico allo stesso tempo della musica, tra produzioni leggendarie e momenti di irrefrenabile autodistruzione.

di Domenico Naso