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Save the Artic

Negli ultimi 30 anni, abbiamo perso tre quarti della calotta di ghiaccio che galleggia in cima al mondo. Per oltre 800 mila anni, il ghiaccio è stata una caratteristica costante del Mar Glaciale Artico. Si sta sciogliendo a causa del nostro uso di energia sporca da fonti fossili, e in un prossimo futuro potrebbe essere privo di ghiaccio per la prima volta da quando gli esseri umani sono sulla Terra. Questo sarebbe devastante non solo per le persone, gli orsi polari, i narvali, i trichechi e altre specie che vi abitano – ma per tutti noi. Il ghiaccio in cima al mondo riflette nello spazio molto del calore del sole, contribuendo così a raffreddare il nostro pianeta, stabilizzando il clima da cui dipendiamo per le coltivare il nostro cibo. Proteggere il ghiaccio significa proteggere tutti noi.desktop_arctic-in-danger

Per salvare l’Artico dobbiamo agire oggi.

Una nuova corsa al petrolio nell’Artico sta per cominciare. Shell, BP, Exxon, Gazprom e gli altri sono pronti a correre il rischio di una devastante fuoriuscita di petrolio nelle acque dell’Artico per sfruttare riserve che valgono tre anni di consumi globali di petrolio. Le stesse aziende dell’energia sporca che per prime hanno causato lo scioglimento dei ghiacci artici ora stanno cercando di trarre profitto da quel disastro. Vogliono aprire la nuova frontiera dell’oro nero per raggiungere un potenziale di 90 miliardi di barili di petrolio. Questo vuol dire un sacco di soldi per loro, ma equivale a soli tre anni di consumi petroliferi per il pianeta. Documenti governativi sin qui segreti dicono che contenere fuoriuscite di petrolio nelle acque del Polo è “quasi impossibile” ed ogni errore si rivelerebbe potenzialmente fatale per il fragile ecosistema artico. Per trivellare nella regione artica, le compagnie petrolifere devono trascinare gli iceberg lontano dai loro impianti e utilizzare enormi tubi idraulici per sciogliere il ghiaccio desktop_STA-what-do-villains-getgalleggiante con acqua calda. Se li lasciamo fare, una catastrofica fuoriuscita di petrolio è solo una questione di tempo. Abbiamo visto i danni terribili causati dai disastri della Exxon Valdez e della Deepwater Horizon – Non possiamo lasciare che ciò accada nell’Artico.

Dobbiamo istituire un divieto di trivellazioni petrolifere nelle acque artiche.

 

 

Flotte industriali di pescherecci stanno cominciando a pescare con reti a strascico nelle acque artiche.

Le comunità locali hanno pescato per migliaia di anni nell’Artico in maniera sostenibile, ma questo potrebbe essere messo a rischio, se lasciamo che le grosse compagnie della pesca sfruttino l’oceano artico.

Abbiamo bisogno di un divieto sulla pesca industriale eccessiva e distruttiva in acque artiche.

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I Paesi artici si stanno preparando per un possibile conflitto sull’Artico.

Come dimostrano le interecettazioni di Wikileaks, gli Stati Uniti hanno parlato di “aumento delle minacce militari nell’Artico” e la Russia prevede “l’intervento armato” in futuro.

La minaccia di una guerra futura nell’Artico è reale. Tutti i Paesi artici stanno comprando sottomarini, aerei da combattimento e navi rompighiaccio a propulsione nucleare per delimitare le loro rivendicazioni con forza. Sia la Russia che la Norvegia hanno annunciato un ‘Battaglione artico’ per difendere i loro interessi nazionali. Insieme con la crescente militarizzazione, sei paesi stanno cercando di appropriarsi delle parti dell’Artico non reclamate – compreso il Polo Nord – come proprio territorio nazionale. Oggi quest’area appartiene a tutti noi. Continuiamo così e istituiamo un santuario globale nell’Alto Artico per tutta le forme vita sulla Terra.

Nessun paese possiede la parte più a nord dell’Artico. Dovrebbe rimanere così.